Le nostre radici, il nostro futuro. Intervista a Daniele Grigi, responsabile marketing Gruppo Grigi e CEO Food Italiae.

Vista dall’ alto dello stabilimento di Pontenuovo.

Il 9 settembre 2018 Gruppo Grigi consolida un’altra importante tappa del suo percorso industriale, partito alla fine degli anni Settanta con la fondazione da parte di Luciano e Marco Grigi di Nuovo Molino di Assisi Srl, oggi società capofila della holding nonché tra i principali player nazionali nel settore cerealicolo.

Da allora Gruppo Grigi ha iniziato una corsa in termini di strategie, diversificazione e dinamicità che ha portato oggi all’ acquisizione di ben 4 marchi del settore mangimistico e di un intero comparto destinato alla selezione e coltivazione delle sementi, fino alla sua prima divisione di filiera agro-alimentare, Food Italiae, dando sempre più sostanza allafilosofia portante dell’ azienda,“dalla terra alla tavola”.

Per celebrare i traguardi e i successi di un anno estremamente positivo per il Gruppo, domenica 9 settembre si terrà una grande festa in occasione dell’ inaugurazione ufficiale dello stabilimento produttivo di Pontenuovo di Torgiano.

Il mangimificio,entrato in profonda crisi dopo le difficoltà finanziarie della precedente amministrazione Valigi, è stato acquisito dalla famiglia Grigi nel 2016 che ha attuato un’imponente azione di restauro e di ammodernamento, oltre che la ri organizzazione produttiva e commerciale del marchio di mangimi Valigi – Grival.

In occasione dell’ evento verrà anche presentato il progetto del MUSEO VIRTUALE che ripercorre la storia dello stabilimento di Pontenuovo, dalla sua realizzazione, ad opera del comm. Aldo Valigi, precursore della visione di filiera integrata, alla storia del progresso in campo industriale, che facevano del complesso un’ opera di grande valore tecnologico già negli anni Sessanta.

Il MUSEO VIRTUALE, consultabile on-line dal sito ufficiale del Gruppo Grigi (www.gruppogrigi.it/museovirtuale/racconta anche il percorso della famiglia Grigi attraverso i cambiamenti dei cicli della produzione e trasformazione agricola, sempre più integrati con la proiezione rivolta al consumatore finale, fino ad ottenere oggi prodotti di migliore qualità, caratterizzati da una più alta offerta di servizio e di un maggiore grado di standardizzazione.

Insieme ai figli Daniele e Luca, Luciano e Marco Grigi continuano a guidare il gruppo con determinazione in una direzione “inconsueta” se si guarda al panorama imprenditoriale italiano.E’ sempre più frequente infatti assistere alla chiusura o alla delocalizzazione di grani aziende nate in Italia, con la conseguenza non solo sul piano della perdita di occupazione e di operai specializzati, ma anche della progressiva scomparsa dell’ industria nazionale e della tipicità dei prodotti italiani. Eppure la famiglia Grigi sembra invece percorrere la strada del ritorno alle radici, proponendo soluzioniimprenditoriali attente alle tendenze di mercato e interventi a sostegno del made in Italy. Negli ultimi due anni sono entrati a far parte del Gruppo i marchi Valigi, Molino Gatti e Dell’ Aventino, ultima grande acquisizione del gruppo avvenuta all’ inzio del 2018, fornendo una seconda vita ad aziende in difficoltà grazie al supporto economico e gestionale, di un team imprenditoriale attento e qualificato.

Per meglio capire l’approccio della famiglia Grigi rispetto all’ industria italiana, non solo agroalimentare, e meglio comprendere le convinzioni che si celano dietro queste importanti operazioni, abbiamo posto qualche domanda a Daniele Grigi, classe 1983, figlio di Luciano Grigi , nonché responsabile marketing del Gruppo e Amministratore Delegato della divisione alimentare Food Italiae.

D: Made in Italy addio. Italo come l’Aceto Balsamico di Modena, Buccellati, Pininfarina, Risiko, Peroni e Brunello di Montalcino sono grandi aziende italiane che hanno venduto la maggioranza delle quote societarie agli stranieri. Gruppo Grigi, dopo due grandi acquisizioni come Valigi, Molino Gatti e Dell’ Aventino sembra rappresentare un’ eccezione. Quali sono i valori che vi hanno spinto in questa direzione opposta e cosa significa per voi “made in Italy”?

R: Per noi investire nel territorio è una filosofia è un punto fermo della Nostra visione imprenditoriale. Il settore da cui veniamo logicamente facilita questa filosofia perché produciamo Agroalimentare e il MADE IN ITALY in questo settore ha un nome che nessuno può mettere in discussione. Crediamo poi nel territorio e nelle Nostre radici, Noi siamo nati qui in Italia e qui vogliamo rimanere, facendo di tutto per fare quello che ci riesce meglio in assoluto, trasformare e realizzare alimenti.

D: La famiglia Grigi è nel mondo della lavorazione dei cereali dagli anni Cinquanta. Quali differenze tra il mercato di allora e quello di oggi dal punto di vista delle prospettive di crescita?

R: È un mercato completamente diverso, il mercato di 50 anni fa era quello del dopoguerra, dove il cereale e la zootecnia erano le priorità per far ripartire il paese. Il primo obbiettivo era nutrire la gente che doveva andare in fabbrica tutti i giorni, lavorando duramente perché era tutto in crescita costante. Si lavorava per comprare da mangiare, oggi il mercato è globale soprattutto quello dei cereali, si vive in un mondo dove il cereale è una commodity. Oggi ci sono tante più opportunità, quante tante più insidie, ieri era un mercato di tanti in un territorio piccolo, oggi è mercato per pochi ma in un territorio di tanti. La crescita deve passare necessariamente per il Globale, per uno sviluppo che non si può certo arrestare al solo mercato Nazionale e per questo nasce la divisione alimentare del Gruppo Grigi, per allargare gli obbiettivi dobbiamo uscire dal Nostro territorio con le vendite ed esplorare nuovi mercati. Tutto questo logicamente è molto complicato con il settore mangimistico e abbiamo puntato su quello alimentare.

D: Gruppo Grigi si contraddistingue anche per credere molto nell’ innovazione tecnologica. Quanto sono  importanti nella vostra evoluzione l’ammodernamento dei siti produttivi e l’ introduzione di strategie digitali di avanguardia?

R: Sono la base ed il moltiplicatore del successo. Un sistema automatizzato e con un processo d’informatizzazione efficace rende il business replicabile e dove magari altri non riescono a generare margini, l’azienda organizzata e soprattutto informatizzata riesce a progredire. In un mercato come quello mangimistico, dove il margine è veramente ristretto, l’ottimizzazione dei costi fissi è l’arma per riuscire a generare dei margini.

D: C’ è spazio nel futuro di Gruppo Grigi per altre importanti operazioni?

Abbiamo vissuto 5 anni di crescita molto importante, è necessario adesso stabilizzare la struttura e poi ripartire, ma per indole e per visione aziendale le dico che se capitano delle occasioni non siamo certo Noi a tirarci indietro. L’abilità dell’imprenditore deve essere quella di capire essenzialmente due cose quando gli si presenta un opportunità:

1 – se è un affare, economicamente parlando e per il business che intercetta

2 – se quell’affare si potrà ripresentare nel futuro

Sono due i fattori essenziali che vanno monitorati, IL DENARO ed il TEMPO. Non c’è mai abbastanza tempo per fare soldi, ma in realtà è il momento giusto che li fa fare.  

D: Sabato 26 maggio si terrà l’ inaugurazione dello storico stabilimento di Pontenuovo. Cosa ha spinto Gruppo Grigi ad investire sul marchio Valigi e quali sono state le prospettive in termini di crescita al momento dell’acquisizione?

R: Diciamo che è molto di quello che ho detto sopra, era il momento giusto per farlo e non avremo avuto un’altra occasione del genere, inoltre per il business che volevamo sviluppare era economicamente sostenibile e di grande prospettiva.

 

Storia di un mangimificio e dell’ Italia agricola che cambia.
Articolo e intervista a Dainiele Grigi.
A cura di Maria Giulia Sorci.