Consigli utili per lo stress da caldo nella gallina ovaiola

 

a cura di Andrea Urbanella

Molte zone del pianeta dove si allevano galline ovaiole sono caratterizzate dalla presenza di elevate temperature durante alcuni periodi dell’anno. Anche in Italia quest’anno il problema sembra essere più sentito che mai. “Stress da caldo” appunto, è l’espressione utilizzata per descrivere la condizione dei volatili che vivono in ambienti caldi. Ad essere sensibili allo stress dovuto alle alte temperature sono soprattutto gli animali adulti. Tuttavia ad entrare in gioco non è solo la temperatura ma anche l’umidità. Elevata umidità ed elevata temperatura sono molto più stressanti per le galline della sola temperatura elevata. Anche una notevole differenza di temperatura tra il giorno e la notte contribuisce ad aumentare lo stress, piuttosto che una temperatura sempre costante, anche se elevata. Prendendo in esame la sola temperatura, possiamo assume 19-27 °C come finestra di efficienza delle galline ovaiole. Ciò significa che a circa 23°C si ha la minor produzione di calore corporeo. Al di sotto dei 23°C le galline devono generalmente generare più calore corporeo per riscaldarsi e quindi consumare più calorie. In questo caso si avrà un aumento dell’ingestione. Sopra i 27°C, l’assunzione di alimento da parte delle galline cala ma il fabbisogno di energia continua a salire essendo quest’ultima necessaria per mantenere bassa la temperatura corporea. Tutto ciò può contribuire a generare un bilancio alimentare negativo, il quale a sua volta porterà o ad un consumo delle riserve corporee dell’animale, o ad un calo delle performance.

Quindi, se in condizioni di temperatura ottimale le galline devono essere alimentate seguendo i fabbisogni specifici dei singoli nutrienti, in condizioni si stress da caldo invece (28-40°C), occorre fare alcune valutazioni. Indipendentemente dalle condizioni ambientali, le scelte giuste non possono essere fatte se non si dispone dei dati che provengono dal monitoraggio dell’ingestione, del peso corporeo degli animali e del peso dell’uovo.

Ecco alcune raccomandazioni utili per mantenere le galline ad un livello produttivo soddisfacente:

  1. Mai accasare pollastre sottopeso. Rimarranno sempre piccole e non avranno riserve corporee sufficienti a sostenere una produzione di uova ottimale
  2. Aumentare il livello energetico della dieta includendo fonti di grasso. Limitare se possibile l’utilizzo di ingredienti fibrosi
  3. Ridurre la componente proteina grezza (max 17%). Aumentare piuttosto il livello di aminoacidi essenziali di sintesi la cui assimilazione non genera, al contrario delle proteine, eccessivo calore.
  4. Aumentare il livello di minerali e vitamine in relazione al livello di ingestione.
  5. In caso di problematiche legate alla qualità del guscio, considerare l’inclusione di bicarbonato di sodio monitorando sempre l’ingestione totale di sodio.
  6. Valutare l’aggiunta di vitamina C (150g/tonnellata) quando si hanno condizioni di stress da caldo. Rimuovere la vitamina C in condizioni normali. In quest’ultimo caso infatti, può avere effetti negativi.
  7. Aumentare il numero di somministrazioni di alimento giornaliere. Cercare di somministrare l’alimento nelle ore più fresche della giornata.
  8. Mantenere la temperatura dell’acqua fresca. Analizzare il contenuto di sodio dell’acqua per calcolarne l’apporto.
  9. Valutare la possibilità di somministrare mangime in forma sbriciolata.
  10. Se il periodo di stress da caldo è relativamente breve (3-5 gg) non effettuare modifiche alla dieta. Le galline non avrebbero sufficiente tempo per adattarvisi.